Contributors: Internal Branding
La mia azienda: semantica e senso di appartenenza
Quando, in qualunque tipo di conversazione, ci si riferisce al proprio posto di lavoro, nessuno dice "l'azienda per la quale lavoro", ma tutti sbrigativamente e senza pensarci dicono "la mia azienda". In quell'aggettivo possessivo sono racchiusi un sistema di simboli, sentimenti, voglia di autoaffermazione sui quali deve lavorare l'internal branding. E come?
Trasformando il linguaggio aziendale e la presenza dei dipendenti in azienda in un codice, in un sistema di regole -non imposte, non scritte- che ciascuno sia in grado di apprendere e alle quali ognuno possa aderire sentendole proprie. Un codice fatto di attività, di comunicazioni, di momenti di scambio di ambito social che di solito vengono preordinati in un piano a medio-lungo termine.
Un cammino punteggiato di stazioni, il cui punto di partenza è -e resta- la brand experience. Esiste infatti una brand experience che precede l'entrata in azienda di ogni dipendente a prescindere dalla funzione e dall'inquadramento. Prima dell'esperienza dell'azienda come dipendente esiste infatti la percezione del brand come consumatore o come -nel caso di beni non di largo consumo- abitante del consesso sociale, lettore di giornali, cittadino. È già da qui che l'azienda deve lavorare giacché esiste una brand reputation che trova nei dipendenti il primo baluardo. O il primo ostacolo.
Offrire ai dipendenti gli strumenti per fare propri i valori del brand, per condividerli e divulgarli è il primo modo per fare una riflessione comune e proficua sulla capacità dell'azienda di creare valore non solo per il mercato ma anche per i dipendenti stimolando il senso di appartenenza di ciascuno.

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di Gianfranco Fornaciari Direttore Generale di O-one
di Massimo Rontani
Lorenzo Franzi, testo di Livia Grossi. Viaggio nella comunicazione attraverso il cantastorie. Per casta, il griot è detentore della parola non scritta. Vera biblioteca vivente, è capace di ricordare eventi, antichi di secoli, che riguardano villaggi, clan, tribù o famiglie
di Andrea Di Fonzo