Corporate Branding: Narciso
La paura di guardarsi dentro: l'incolmabile distanza
Per vincere sul mercato occorre essere brand capaci di scelte forti, alternative e coraggiose.
E non sempre è così. Anzi.
La volontà di indagare e capire le lacune in tema di comunicazione e di reputazione delle organizzazioni italiane, siano esse imprese private o amministrazioni pubbliche, è alla base della ricerca realizzata da Treebrand e TomorrowSWG.
Un questionario che ha coinvolto più di 800 manager di aziende italiane di ogni dimensione e settore e che ha rilevato le debolezze comunicative delle imprese e il loro bisogno di recuperare le proprie certezze come la cultura, i valori, la reputazione.
Treebrand e TomorrowSWG hanno voluto, in questo modo, portare alla luce quella necessità di sviluppare strategie di Corporate branding efficaci, che sappiano cioè creare la massima coerenza tra identità e immagine al fine di migliorare la reputazione del brand, sia esso di prodotto o aziendale.
La ricerca ha dato risultati estremamente interessanti anche dal punto di vista del rapporto tra aziende e propri collaboratori, un aspetto che sarà sempre più al centro delle strategie comunicative del prossimo futuro.
Ciò che emerge dalla ricerca Treebrand – TomorrowSWG in tema di rapporto tra azienda e propri dipendenti è estremamente chiaro: timore e distacco.
Il timore è quello di guardarsi dentro, interrogando i propri dipendenti, per capire cosa realmente pensano (e sanno) della struttura in cui lavorano (ad ogni livello e grado). Due terzi degli intervistati, infatti, afferma che nelle aziende italiane non si realizzano analisi di clima interno per paura della negatività dei risultati. Questo, nonostante, la maggioranza (il 69%) sia sicuro che l’opinione dei dipendenti sia determinante nella costruzione della reputazione di una azienda.
Una dimenticanza grave, perché è generale la convinzione (uno schiacciante 82%) che anche le migliori aziende tendono a trascurare che dipendenti e fornitori possono contribuire in modo determinante alla costruzione e diffusione di un’immagine positiva verso l’esterno.
A questa paura del giudizio dei propri collaboratori, si associa poi la distanza tra quello che l’azienda pensa e vuole essere e quello che i dipendenti percepiscono di essa. Più del 60% dei manager intervistati, infatti, ritiene che all’interno della propria azienda la maggior parte dei collaboratori non è a conoscenza dei valori, dell’immagine e dell’identità della realtà presso la quale lavorano.
Un dato che, anche da solo, rende l’idea dei difetti di comunicazione presenti nel mondo delle imprese italiane.
È interessante, inoltre, segnalare che questa deficitaria situazione si inserisce in un contraddittorio contesto in cui quasi tutti (68%) sono coscienti che i primi portatori e i primi destinatari della corporate reputation sono i dipendenti interni. E sarebbero proprio loro i primi da coinvolgere: il 70% degli intervistati, infatti, dichiara di essere d’accordo sul fatto che il passo iniziale per una strategia di corporate reputation è l’analisi delle opinioni e delle aspettative dei dipendenti.
Ma questo sembra proprio non avvenire…
La presa di coscienza dello stato dell’arte della propria reputazione, però proprio da qui deve partire: capire cosa percepisce il dipendente, quali sono i suoi pensieri e che idea ha realmente della propria azienda. E un substrato fertile sembra proprio esserci: oltre il 70% dei manager intervistati dichiarano che i dipendenti devono essere coinvolti nelle scelte dell’azienda per contribuire dal di dentro alla sua reputazione. Per il bene di tutti, azienda e collaboratori, è forse veramente giunto il momento di dare reale concretezza a questi buoni propositi.
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